Rim e Youssef

Rim e Youssef sono una giovanissima coppia tunisina di neanche trent’anni, arrivata in Italia nel 2021, chiedendo asilo politico per via di gravi problemi familiari e trovando accoglienza presso il progetto CAS (Centro Accoglienza Straordinario) gestito dall’Associazione Comunità Il Gabbiano Odv da 8 mesi sono diventati genitori di una meravigliosa bambina, Kmar.

Lavoro in un’azienda di Bulciago come falegname, con un contratto a tempo indeterminato. Ho sempre amato questo lavoro, che facevo anche in Tunisia, e mi piace molto il posto dove lavoro” racconta Youssef. Anche Rim ha sempre lavorato da quando è arrivata in Italia, ma ora ha dovuto fermarsi per riuscire ad accudire la bambina.

Dopo 3 anni dall’arrivo, questa famiglia è ancora in carico al sistema di accoglienza anche se in prossimità del superamento della soglia reddituale per la quale non avrebbero più diritto a permanere in accoglienza. “Dobbiamo e vogliamo uscire dall’accoglienza e vivere come tutti. Ma sono più di dieci mesi che cerchiamo una casa in affitto e non la troviamo. Quando sentiamo le agenzie e si accorgono che siamo stranieri, non ci sono più case a disposizione” racconta Rim “La nostra operatrice ha provato a telefonare alle stesse agenzie che avevano risposto di non avere più case in affitto e a lei, essendo italiana, hanno invece proposto delle soluzioni che a noi non avevano nemmeno nominato. Purtroppo, nonostante la mediazione dell’operatrice, le agenzie hanno rimbalzato la nostra richiesta adducendo motivazioni sempre diverse”.

Oltre a non riuscire a trovare una soluzione abitativa per poter uscire dalla struttura d’accoglienza, anche la situazione documentale rischia di essere un grande ostacolo per la coppia: “Abbiamo un permesso di soggiorno per richiesta d’asilo che scade ogni sei mesi, ma per proseguire il nostro iter manca una cosa fondamentale: la definizione dell’iter legale e la possibilità di ottenere un riconoscimento e dunque un permesso di soggiorno di lunga durata. Abbiamo consegnato il contratto di lavoro, l’attestato di frequenza del corso di italiano, tutte le carte che ci hanno chiesto, ma senza un permesso di soggiorno stabile rischiamo di non riuscire ad accedere all’affitto di un immobile per via della diffidenza che questa situazione documentale genera negli affittuari”.

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