Islam

Islam è un ragazzo di 26 anni originario del Bangladesh, arrivato in Italia quando aveva 19 anni. Nel 2012 se ne è andato di casa per andare a lavorare in Libia: dopo due anni è iniziata la guerra, che ovviamente ha reso molto più difficile la vita. Sempre a causa della guerra, Islam non poteva più tornare in Bangladesh: l’unica scelta era raggiungere l’Italia via mare, con tutti i rischi che comporta il viaggio.

Poco dopo il suo arrivo, ha avuto importanti problemi di salute, che hanno reso ancora più complesso il processo d’integrazione e di ricerca di un lavoro: “Sono stato operato al cuore e ricoverato a lungo. Quando finalmente sono stato bene, non è stato semplice trovare ma soprattutto imparare un mestiere. Piano piano mi sono appassionato alla sartoria e sono riuscito a fare un po’ di esperienza in quel campo”.

Islam è stato a lungo all’interno del sistema di accoglienza e ora, dopo una lunga serie di contratti a tempo determinato, ha un contratto di lavoro stabile in una ditta che produce abiti da sposa ed è in cerca una casa: “Al momento abito a Pescarenico: siamo in 15 in un appartamento, 5 persone per ogni camera. Abbiamo un solo bagno, ogni mattina c’è una lunga fila ed è difficile. Sono tre anni che cerco un affitto autonomo. Prima le agenzie mi dicevano che serviva un contratto, ora porto loro tutti i documenti in regola e la situazione non cambia: le case non ci sono. Ma io le case a Lecco le vedo, ci sono tantissimi annunci. Ma per gli stranieri non ci sono”.

Anche per lui come per tante altre persone straniere, un grosso problema è legato alla residenza, necessaria per rinnovare i permessi di soggiorno, ma anche per garantire la stabilità al datore di lavoro e poter vedere rinnovati i contratti. “Io voglio stare in Italia. Ma senza una casa non riesco a vedere un futuro.”

Scopri le altre