Carlos

Carlos è un uomo di 53 anni, che vive da 6 anni in Italia con la sua famiglia e i suoi 5 figli, di età compresa tra i 4 e i 18 anni. È un rifugiato, che ha chiesto e ottenuto l’asilo politico a causa della sua attività di giornalista in El Salvador, legata in particolare ad inchieste sul narcotraffico e in generale sulla criminalità organizzata.

“Ho subito diversi attacchi contro la mia vita. La mia famiglia, da cui ho dovuto separarmi per un lungo periodo, mi ha sempre spinto a mettere davanti a tutto la mia sicurezza.”

Non è stato semplice lasciare il suo paese e c’è voluto tanto tempo per riuscire a portare con sé anche la moglie e i bambini, che stavano vivendo una situazione di forte stress a causa dei conflitti civili. “Porto sempre con me una piccola bandiera: è qualcosa che ti dà sempre un’identità e ti ricorda concretamente che appartieni a un posto, che quel paese sarà tuo per sempre”.

Ora però Carlos ha ritrovato finalmente stabilità e serenità e vuole dare un futuro alla sua famiglia proprio in Italia e in particolar modo qui, in provincia di Lecco: dal 2018 lavora in una cooperativa sociale del territorio come custode, con un contratto a tempo indeterminato e anche sua moglie lavora stabilmente come addetta alla mensa. Tutti i figli vanno a scuola, compreso l’ultimo, che è nato qui in Italia.

“Il tema della casa è la nostra più grande preoccupazione. Non riusciamo a stabilizzarci, l’abbiamo cambiata tantissime volte e ancora ora abbiamo una scadenza di contratto che non ci fa stare tranquilli. Ho conosciuto tanti italiani che sono migrati in Sud America e sono stati accolti, la casa l’hanno trovata senza particolari difficoltà.”

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